06 luglio 2012

PAPERBLOG.COM

(...) Questo è, a tutti gli effetti, un bel romanzo. Ho amato molto la protagonista, Maria Dolores, e le mille sfaccettature del suo carattere: testarda, riflessiva e con uno spiccato senso della giustizia. È un bel personaggio, fuori dai soliti stereotipi femminili che spesso si incontrano nei romanzi. È una donna che ha grinta da vendere, ma che, costretta a una reclusione forzata, comincia a mostrare le sue debolezze, i sui dubbi atroci. La sua ricerca della verità è quasi estenuante: sola contro tutti, cerca in ogni modo di rimettere insieme i pezzi di quella maledetta mattina nei boschi aostani, ostacolata da una memoria in frantumi e da persona che hanno già ricostruito una loro verità, in cui lei non si riconosce. Anche il personaggio di Achille è molto interessante: per una volta, finalmente, non abbiamo il classico superpoliziotto alla Bruce Willis, ma un uomo normale, con i suoi difetti fisici e i suoi punti deboli. Tutto questo, unito a una trama lineare e ben narrata, dà vita a un giallo molto italiano (nella migliore accezione del termine), che non cerca inutilmente di fare il verso ai thriller made in America, ma che piuttosto si sofferma lungamente sull'introspezione dei protagonisti, sui loro pensieri e le loro emozioni. Una lettura assolutamente consigliata. Mi dispiace solo, e qui sono stata davvero poco furba, non aver letto Io ti perdono, romanzo antecedente a Ti voglio credere e strettamente legato ad esso. (...)


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28 luglio 2011

Traveller

Traveller, agosto 2011

05 marzo 2011

Fordongianus


Fordongianus 11/12 Marzo, Io ti perdono e Ti voglio credere.
Approfondisci qui.

01 febbraio 2011

Radio 24

Storiacce


L’ ispettrice e la città che le fa da sfondo mi sembrano in questo momento compiere un percorso parallelo: nella paura-improvvisa; nell’ ansia di non riconoscersi più. I valori della Vergani – la Giustizia e la Verità – sembrano messi in dubbio, come quelli di Milano: la solidarietà, la partecipazione civile, la sobrietà. E l’ una, come l’ altra, sembrano avvolte da una fitta nebbia, in cui le forme non sono mai come appaiono da lontano. A Milano, le vittime delle logiche mafiose non denunciano (come succede a Reggio Calabria), così come i testimoni dell’ aggressione a un tassista non parlano. Dove si dirige Milano? E la Vergani come uscirà da quest’ indagine su se stessa, vissuta attraverso casi inquietanti che richiamano veri fatti di cronaca?  Ti voglio credere e’ anche la storia dei corpi di alcune donne-e delle loro tribolazioni- altro specchio di questa città: e anche in questo, l’ ispettrice col destino scritto nel nome diviene l'occhio della Bucciarelli sul mondo. A cominciare dalla sua città.

Inizia e finisce sul blog di Raffaella Calandra, Radio 24, qui.

Radio Hinterland

Intervista a Elisabetta Bucciarelli, su Ti voglio credere.

L'audio è qui.

20 dicembre 2010

Colorado noir blog


Ti Voglio Credere di Elisabetta Bucciarelli Vincitore al premio Scerbanenco.


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Booksweb.tv



COMPLIMENTI ALLA NOSTRA AUTRICE Elisabetta Bucciarelli , che con 'Ti voglio credere' (Edizioni Kowalski), ha vinto il Premio 'Giorgio Scerbanenco 2010-Courmayeur Noir in Festival' in collaborazione con 'La Stampa', per il miglior romanzo noir italiano edito nell'anno.


Booksweb.tv è qui.

15 dicembre 2010

Il Salvagente

Il Premio Scerbanenco (ottobre 2009 – settembre 2010, giuria presieduta dalla figlia Cecilia) è stato assegnato a Elisabetta Bucciarelli (Kowalski), sensibile narratrice di corpi irrisolti, con una protagonista “ispettrice” che non perdona (già in 30 racconti e 5 romanzi), là per monti solitari e parchi milanesi, stile originale e cura letteraria stabilmente di alta qualità. 

13 dicembre 2010